Tabella dei Contenuti

Sicurezza in quota: quando il pericolo è sotto i tuoi piedi. Il caso Enprotect

sicurezza in quota

Nella sicurezza in quota e sul lavoro, il rischio più pericoloso non è quello che vedi, ma quello che ignori. Spesso, quando si parla di coperture industriali, l’attenzione cade istintivamente sul perimetro esterno. Ma cosa succede se il vuoto si apre proprio sotto i piedi dell’operatore, al centro del tetto?

L’analisi del rischio: oltre la superficie

“Tutto parte da una corretta analisi dei rischi,” spiega Rodolfo. “Non basta guardare il tetto; bisogna capire chi ci cammina, perché lo fa e quali lavorazioni deve eseguire.”

In questo sito industriale, la fase di audit non si è limitata a un sopralluogo tecnico, ma ha coinvolto attivamente i Responsabili della Sicurezza (RSPP) e, soprattutto, i manutentori. Sono loro, infatti, a conoscere le insidie quotidiane di una struttura che, nel tempo, è diventata una trappola silenziosa.

Le criticità: Il rischio invisibile delle strutture fragili

Sicurezza in quota news 1

Il problema principale di questo stabilimento non era la caduta dai bordi, ma la caduta interna dovuta alla fragilità dei materiali. Vittorio sottolinea un punto cruciale:

“Sulle strutture progettate anni fa, il rischio di ‘inciampare’ in aree non pedonabili è altissimo. Spesso il manutentore non percepisce il pericolo finché non è troppo tardi.”

Nello specifico, sono emerse due minacce principali:

Lucernari a cupola: Disposti lungo i percorsi di transito necessari per raggiungere gli impianti.

Pareti in vetroresina: Vere e proprie “trappole visive”. Queste pareti correvano lungo i camminamenti ed erano cromaticamente identiche alle porzioni in lamiera calpestabile, rendendo quasi impossibile distinguere una zona sicura da una fragile.

Soluzioni progettuali: protezioni collettive e normativa

Il team tecnico di Enprotect, in linea con gli aggiornamenti del D.Lgs 81/08, ha privilegiato l’installazione di Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC), garantendo la massima sicurezza senza vincolare l’operatore all’uso di imbracature per ogni singolo spostamento.

1. Parapetti a norma NTC

Sicurezza in quota news 3 2

In alcuni punti sono stati vincolati direttamente ai tubolari strutturali sottostanti.

In altre zone si è optato per soluzioni zavorrate, ideali per non forare la guaina e preservare l’impermeabilizzazione.

2. Messa in sicurezza dei punti luce

Protezione interna: Reti o grigliati anti-caduta per impedire lo sfondamento.

Protezione esterna: Interventi mirati che non ostacolano i sistemi EFC (Evacuatori di Fumo e Calore). Alcune cupole, infatti, fungono da aeratori antincendio e non possono essere bloccate da strutture fisse che ne impedirebbero l’apertura automatica.

Conclusioni

Mettere in sicurezza un tetto non significa solo “mettere una linea vita”. Significa ascoltare chi vive lo stabilimento e progettare soluzioni che integrino normativa, ingegneria e operatività. Grazie all’approccio di Enprotect, un sito ad alto rischio è diventato un modello di efficienza e sicurezza.

Rodolfo Novellino

Sicurezza in quota - la visione di Rodolfo Novellino

RICHIEDI INFORMAZIONI