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Accessi in quota

Accessi in quota

QUADRO GENERALE

Accessi in copertura permanenti per la sicurezza sul lavoro

L’accesso sicuro alle coperture degli edifici è un requisito fondamentale per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori che devono eseguire attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, ispezione, pulizia, o interventi su impianti tecnologici (es. fotovoltaico, condizionamento, antenne). Gli accessi in copertura permanenti si distinguono da quelli provvisori (es. ponteggi, piattaforme elevabili scale removibili ) per la loro installazione fissa e duratura, integrata nella struttura dell’edificio, e rappresentano una soluzione strategica per ottimizzare tempi, costi e sicurezza nel lungo periodo.

Quadro Normativo di Riferimento in Italia

La disciplina degli accessi in copertura è dettata principalmente dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) e dalle relative norme tecniche UNI.

Ecco alcuni stralci normativi :

D.Lgs. 81/08 (Art. 111 – Obblighi del Datore di Lavoro nell’uso delle attrezzature per lavori in quota): Impone al datore di lavoro di scegliere le attrezzature di lavoro più idonee per garantire condizioni di sicurezza e salute, dando priorità alle misure di protezione collettiva. L’accesso sicuro è il primo passo per un lavoro in quota protetto.

D.Lgs. 81/08 (Art. 113 – Scale): Definisce i requisiti di sicurezza per le scale utilizzate come mezzo di accesso, inclusi i casi in cui è richiesta una protezione contro le cadute (gabbie, linee vita verticali).

Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018 – D.M. 17 gennaio 2018): Disciplinano la progettazione strutturale di tutti gli elementi costruttivi, inclusi gli accessi permanenti, per garantirne la resistenza ai carichi e la stabilità.

Serie UNI EN ISO 14122 – “Sicurezza del macchinario – Mezzi di accesso permanenti al macchinario”: Questa serie di norme tecniche europee, recepita anche in Italia, è cruciale per la progettazione e la costruzione di mezzi di accesso permanenti. Sebbene il titolo si riferisca al “macchinario”, i suoi principi sono spesso applicati anche per l’accesso a parti di edifici dove sono presenti impianti o per la manutenzione.

UNI EN ISO 14122-1:2016: Scelta dei mezzi di accesso fissi tra luoghi di lavoro.

UNI EN ISO 14122-2:2016: Piattaforme di lavoro e passerelle.

UNI EN ISO 14122-3:2016: Scale, scale a castello e parapetti.

UNI EN ISO 14122-4:2016: Scale fisse.

UNI 11962:2024 (Scale verticali): Integra la UNI EN ISO 14122-4, definendo i requisiti di sicurezza, i metodi di prova e le condizioni di utilizzo delle scale verticali con o senza gabbia per l’accesso a edifici, infrastrutture e impianti.

Normative Regionali: Molte Regioni italiane hanno legiferato in materia di sicurezza in copertura, spesso imponendo la previsione di accessi e sistemi anticaduta permanenti per le nuove costruzioni e per gli interventi significativi sul patrimonio esistente. Questo può includere requisiti specifici per gli accessi alla copertura.

Tipologie di accessi in copertura permanenti

La scelta della soluzione di accesso dipende da fattori quali l’altezza, la frequenza di accesso, la pendenza della copertura, lo spazio disponibile e l’analisi dei rischi.

Scale fisse verticali

Sono scale ancorate in modo permanente alla facciata o alla struttura interna dell’edificio, che conducono direttamente alla copertura.

Protezioni Anticaduta

Gabbie di Sicurezza: Obbligatorie per altezze superiori a 5 metri (Art. 113 D.Lgs. 81/08) o 3 metri per l’accesso a macchinari (UNI EN ISO 14122-4), devono rispettare precise dimensioni e altezze di inizio/fine.

Linee Vita Verticali: Alternative alla gabbia, sono sistemi a fune o binario verticale a cui l’operatore si collega con un anticaduta scorrevole. Sono spesso preferite in spazi ristretti o quando la gabbia non è praticabile.

Normativa Specifica: UNI EN ISO 14122-4, UNI 11962:2024.

Scale a Giorno (o a Rampe) e Scale a Castello

Le scale a castello sono strutture indipendenti con piattaforme di accesso. Simili alle normali scale interne di un edificio, con gradini e corrimano, eventualmente con pianerottoli intermedi.

Vantaggi: Offrono il massimo livello di sicurezza e comfort, essendo assimilabili a percorsi pedonali.

Utilizzo: Ideali per altezze non eccessive e per accessi frequenti, o quando è necessario trasportare attrezzature. Devono essere dotate di parapetti conformi (UNI EN ISO 14122-3 o NTC 2018, a seconda del contesto).

Piattaforme e Ballatoi di Accesso

Sono piani orizzontali permanenti posti a quota intermedia o direttamente sul livello della copertura, che fungono da aree di sosta, di lavoro o di distribuzione verso altri accessi o sistemi di sicurezza.

Hanno il vantaggio di migliorare la sicurezza e l’ergonomia, consentendo manovre più agevoli.

Devono essere dotati di parapetti perimetrali conformi alla UNI EN ISO 14122-3 o alle NTC 2018.

Passerelle e Camminamenti sulla Copertura

Sono percorsi elevati o a raso, permanenti, realizzati in materiali antiscivolo (es. grigliato metallico), che attraversano la superficie della copertura.

E Guidano l’operatore lungo percorsi sicuri, proteggendolo da aree fragili (es. lucernari, pannelli fotovoltaici non calpestabili) o da pendenze eccessive. Possono essere dotate di parapetti.

Fondamentali per coperture estese, complesse o con elementi fragili.

Considerazioni Chiave per la Progettazione e Installazione

Valutazione dei Rischi: Ogni soluzione deve partire da una dettagliata analisi dei rischi specifici della copertura e delle attività previste.

Conformità Normativa: Tutti i componenti devono essere conformi alle normative europee (marcatura CE se applicabile) e nazionali, e le installazioni devono essere eseguite da personale qualificato.

Integrazione con altri Sistemi di Sicurezza: Gli accessi permanenti devono essere parte di un sistema di sicurezza integrato, che includa linee vita, parapetti permanenti o altre protezioni anticaduta sulla copertura.

Materiali e Resistenza Strutturale: Utilizzo di materiali resistenti alla corrosione (acciaio inox, alluminio anodizzato, acciaio zincato a caldo) e progettazione strutturale che garantisca la resistenza ai carichi di esercizio e ambientali (vento, neve).

Manutenzione e Ispezioni: Prevedere un piano di ispezione e manutenzione periodica degli accessi permanenti per garantirne l’integrità e la funzionalità nel tempo.

Progettazione di un sistema completo: Il tecnico progettista deve considerare l’intero percorso di accesso, dal punto di partenza sicuro fino ai luoghi di lavoro in copertura.

Benefici degli accessi permanenti in copertura

L’investimento in accessi permanenti in copertura porta a numerosi benefici.

Sicurezza Accresciuta: Riduzione drastica del rischio di infortuni per caduta dall’alto.

Efficienza Operativa: Maggiore rapidità e facilità nell’esecuzione delle attività di manutenzione, riducendo i tempi di allestimento di opere provvisionali.

Riduzione dei Costi: Minori spese per il noleggio e l’allestimento di ponteggi o piattaforme elevabili per ogni intervento.

Conformità Normativa: Piena aderenza agli obblighi legislativi, evitando sanzioni e responsabilità.

Valorizzazione dell’Immobile: Un edificio con un sistema di sicurezza in copertura ben progettato e integrato aumenta il suo valore.

In conclusione, la progettazione e l’installazione di accessi in copertura permanenti sono un investimento fondamentale per la sicurezza e l’efficienza a lungo termine di qualsiasi edificio, in piena conformità con le normative vigenti.

SCALE ALLA MARINARA

Scala alla marinara

Note anche come scale fisse a pioli, sono un mezzo di accesso verticale permanente utilizzato per raggiungere tetti, impianti, silos o macchinari. La loro caratteristica distintiva è la gabbia di protezione o un sistema anticaduta integrato, elementi fondamentali che le differenziano dalle normali scale portatili.

Normativa e Obblighi

In Italia, la normativa principale di riferimento per le scale alla marinara è il D.Lgs. 81/2008, che stabilisce le misure generali per la salute e sicurezza sul lavoro. Le norme tecniche che specificano le dimensioni e i requisiti di sicurezza sono principalmente la UNI EN ISO 14122-4 (per l’accesso a macchinari) e la più recente UNI 11962:2024 (che copre una gamma più ampia di applicazioni, come l’accesso a edifici e infrastrutture).

  • Altezza e protezione: È obbligatorio installare una gabbia di protezione per scale a pioli fisse verticali che superano i 5 metri di altezza. Tuttavia, per altezze superiori a 3 metri, la UNI EN ISO 14122-4 richiede una protezione anticaduta (gabbia o linea vita).
  • Piani di riposo: Per scale che superano i 10 metri di altezza, sono obbligatori piani di riposo intermedi o un’altra soluzione equivalente che consenta all’operatore di fare una pausa in sicurezza.
  • Alternative alla gabbia: Il D.M. 23/3/1998 consente di sostituire la gabbia con un sistema anticaduta verticale (come una linea vita rigida con un carrello anticaduta) in casi specifici in cui la gabbia stessa creerebbe un intralcio. Questo sistema deve essere certificato e destinato a personale specializzato.

Dimensioni e Requisiti

Le normative definiscono requisiti dimensionali precisi per garantire la massima sicurezza ed ergonomia.

  • Larghezza: La distanza tra i montanti verticali deve essere compresa tra 400 e 600 mm.
  • Pioli: La distanza tra i pioli (interasse) deve essere regolare e non superiore a 30 cm, e i pioli devono avere una superficie antiscivolo.
  • Distanza dal muro: La distanza tra il piolo e la parete a cui è fissata la scala deve essere di almeno 15-20 cm per consentire un appoggio sicuro del piede.
  • Gabbia: La gabbia deve avere un diametro interno minimo di 600 mm. La distanza tra la gabbia e i pioli non deve superare i 60 cm e deve iniziare a un’altezza di 2-2,5 metri dal suolo.
  • Sbarco: La scala deve proseguire per almeno 1 metro oltre il piano di sbarco e deve avere un’uscita agevole, spesso con maniglioni o un’area di sbarco allargata.

Tipologie e Applicazioni

Le scale alla marinara sono versatili e si adattano a diverse esigenze:

  • Con gabbia di protezione: La tipologia più comune, utilizzata per l’accesso a tetti piani di edifici, capannoni industriali e silos. La gabbia riduce il rischio di caduta all’indietro.
  • Con linea vita verticale: Spesso utilizzata in strutture come tralicci o torri dove una gabbia sarebbe ingombrante o impraticabile. Richiede l’uso di un’imbracatura e di un dispositivo anticaduta mobile.
  • Con piano di riposo intermedio: Necessaria per le scale più alte di 10 metri, divide l’ascesa in più sezioni per ridurre la fatica dell’operatore.
  • Materiali: Possono essere realizzate in acciaio zincato, alluminio o acciaio inossidabile, a seconda dell’ambiente (es. inossidabile per ambienti aggressivi come quelli marini o chimici).

Problematiche e Rischi

Nonostante siano progettate per la sicurezza, le scale alla marinara presentano alcune problematiche se non gestite correttamente.

  • Installazione non conforme: Fissaggi non adeguati o non certificati possono compromettere la stabilità e la resistenza dell’intera struttura.
  • Mancanza di manutenzione: La corrosione, l’usura o il danneggiamento dei pioli e della struttura possono passare inosservati senza ispezioni periodiche, mettendo a rischio gli operatori.
  • Accesso non autorizzato: Senza un cancello con lucchetto alla base, la scala può essere utilizzata da personale non formato o non autorizzato, esponendoli a gravi pericoli.
  • Rischio di caduta frontale: Sebbene la gabbia protegga dalle cadute laterali e all’indietro, il rischio di una caduta frontale (soprattutto in caso di malore o svenimento) rimane. Per questo, in alcuni casi, è preferibile una linea vita verticale.
  • Condizioni ambientali: Pioggia, ghiaccio o sporco possono rendere i pioli scivolosi, aumentando il rischio di incidenti. È fondamentale che i pioli abbiano una superficie antiscivolo.

Come usare le scale alla marinara e DPI

L’uso corretto di una scala alla marinara va oltre la semplice salita. Richiede una procedura precisa e l’impiego dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) adeguati, anche se la scala è dotata di gabbia di protezione.

  • Uso: La salita e la discesa devono avvenire sempre con il viso rivolto verso la scala. Le mani devono essere libere per afferrare i pioli o i montanti; quindi, qualsiasi strumento o materiale deve essere trasportato in apposite borse a tracolla o cinture portautensili. L’operatore deve mantenere un allineamento con la scala, evitando di sporgersi lateralmente. È fondamentale salire un piolo alla volta, mantenendo sempre almeno tre punti di contatto (due mani e un piede, o due piedi e una mano).
  • DPI: Se la scala è provvista di una linea vita verticale rigida (binario o cavo), l’operatore deve obbligatoriamente indossare un’imbracatura anticaduta e un dispositivo anticaduta guidato che scorre lungo la linea. Questo sistema garantisce l’arresto immediato in caso di caduta. Per le scale dotate di gabbia, il dibattito è aperto: sebbene la gabbia sia una protezione “passiva”, non garantisce l’incolumità in caso di perdita di coscienza. Per questo, in molti contesti, è buona prassi o addirittura richiesto di integrare l’uso della gabbia con un sistema DPI.

Problematiche e rischi nel recupero

Il recupero di un lavoratore infortunato su una scala alla marinara è un’operazione estremamente complessa e pericolosa, che richiede una formazione specifica. La presenza della gabbia, pur essendo una protezione, può diventare un ostacolo insidioso in caso di emergenza.

  • Difficoltà logistiche: Lo spazio ridotto all’interno della gabbia impedisce manovre di soccorso immediate. Un soccorritore non può semplicemente affiancare l’infortunato e caricarlo in spalla.
  • Impedimenti della gabbia: Un operatore infortunato che si trova all’interno della gabbia può rimanere incastrato, rendendo il recupero ancora più difficile. La gabbia può impedire l’uso di attrezzature di recupero standard.
  • Rischio per il soccorritore: L’operazione di recupero espone anche il soccorritore a un rischio elevato. Le tecniche richiedono una profonda conoscenza dei sistemi di discensore e di sollevamento, oltre a una valutazione rapida e precisa della situazione.
  • Procedure di recupero: Le tecniche di recupero tipiche prevedono che il soccorritore, anch’esso agganciato a un sistema anticaduta, raggiunga l’infortunato, lo stabilizzi e lo colleghi a un sistema di recupero controllato (come un discensore a velocità regolabile). L’obiettivo è sollevare l’infortunato quel tanto che basta per liberarlo da eventuali ostacoli e poi calarlo a terra in modo controllato. Spesso, il soccorritore e il soccorso agiscono in tandem, con una persona che gestisce il sistema di calata dall’alto e un’altra che assiste l’infortunato.

La pianificazione del soccorso deve essere parte integrante della valutazione dei rischi per ogni lavoro in quota. Non è sufficiente avere una scala sicura, bisogna anche sapere cosa fare nel caso in cui le misure di prevenzione non siano sufficienti a evitare un incidente.

SCALE FISSE CON BINARIO INTEGRATO

Scala con binario

Le scale fisse con binario integrato sono sistemi anticaduta verticali che offrono un livello di sicurezza superiore rispetto alle tradizionali scale con gabbia. Vengono utilizzate per l’accesso a strutture verticali come tralicci, torri, ciminiere, silos e pareti di edifici industriali, garantendo la massima protezione dell’operatore.

La normativa di riferimento a livello europeo è la UNI EN 353-1, che regolamenta i dispositivi anticaduta di tipo guidato su linea di ancoraggio rigida. In Italia, la norma si affianca al D.Lgs. 81/2008, che stabilisce i requisiti generali di sicurezza per i lavori in quota, e alla più recente UNI 11962:2024, che definisce i requisiti di progettazione, collaudo e manutenzione per le scale verticali permanenti.

Come funzionano e differenze dalla scala a gabbia

A differenza della gabbia di protezione, che ha lo scopo di prevenire la caduta ma può diventare un ostacolo in caso di infortunio, il binario integrato è un sistema di protezione attivo. L’operatore utilizza un carrello anticaduta che scorre lungo il binario e si blocca istantaneamente in caso di caduta. Questo sistema, unito all’uso di un’imbracatura anticaduta, riduce al minimo il fattore di caduta e il rischio di lesioni da impatto.

I principali vantaggi di questo sistema includono:

  • Maggiore sicurezza: Elimina il “senso di sicurezza” illusorio della gabbia e protegge realmente da una caduta.
  • Facilità di soccorso: Permette un accesso più agevole e un recupero più rapido in caso di infortunio, senza che la gabbia diventi un impedimento.
  • Ergonomia: L’operatore può salire e scendere in modo più agevole, con le mani libere e senza l’ingombro di una gabbia.
  • Versatilità: Il binario può essere installato su scale esistenti (“retrofit”) e può essere progettato per sbarcare su superfici orizzontali in modo sicuro, come i tetti.

Utilizzo e DPI

L’utilizzo di una scala con binario integrato richiede un’adeguata formazione e l’uso di DPI specifici:

  • Imbracatura anticaduta: Un’imbracatura certificata deve essere indossata dall’operatore.
  • Carrello anticaduta: Il dispositivo mobile che si aggancia all’imbracatura e scorre lungo il binario. Esistono modelli che possono essere agganciati e sganciati in qualsiasi punto del percorso.
  • Addestramento: È obbligatorio che il lavoratore sia formato e addestrato all’uso corretto di tutti i DPI e del sistema.

Misure standard (indicative)

Sebbene le misure specifiche possano variare in base al produttore e alla configurazione, le normative stabiliscono dei requisiti precisi:

  • Distanza tra i pioli: Generalmente 280-300 mm.
  • Distanza tra piolo e muro: Almeno 150 mm per un appoggio del piede sicuro.
  • Larghezza della scala: Varia, ma le più comuni sono intorno ai 380-450 mm.
  • Distanza tra i fissaggi al muro: Variabile in base al progetto, ma deve essere tale da garantire la resistenza a una forza di caduta di 6 kN.

In caso di altezze elevate, la normativa richiede l’installazione di pianerottoli intermedi per permettere all’operatore di riposare e ridurre la fatica.

Importante: Il binario, sebbene rigido, può essere curvato per adattarsi alle forme della struttura e facilitare l’accesso, ad esempio in corrispondenza del punto di sbarco sul tetto.

Procedura di recupero in caso di incidente su scala con binario

In caso di caduta, il carrello anticaduta si blocca sul binario, lasciando l’operatore sospeso in attesa di soccorso. Poiché la sospensione inerte prolungata può essere pericolosa per la salute (sindrome da sospensione), una procedura di recupero rapida ed efficiente è cruciale. La pianificazione del soccorso deve far parte del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) aziendale.

Requisito chiave: La normativa impone che l’impiego di un sistema anticaduta non può mai essere effettuato da un lavoratore isolato. È obbligatorio che un secondo operatore sia presente e addestrato a intervenire in caso di emergenza.

Passi della procedura di recupero

  1. Valutazione e allarme: Il soccorritore a terra o in un punto sicuro valuta la situazione. Se l’operatore è cosciente, lo rassicura e lo invita a cercare un punto d’appoggio per i piedi (se possibile) per evitare la sindrome da sospensione. Allo stesso tempo, si allertano i soccorsi esterni (es. Vigili del Fuoco) e si avvia la procedura di recupero interna.
  2. Preparazione del Kit di soccorso: Il kit di soccorso deve essere sempre facilmente accessibile e deve includere:
    • Un discensore automatico (come il DeRope di Tractel o il Milan di Skylotec) certificato EN 341.
    • Una fune di lunghezza sufficiente a raggiungere il lavoratore infortunato.
    • Imbracature aggiuntive e connettori certificati.
    • Un paranco di soccorso (rapporto 1:4 o superiore) per il sollevamento iniziale.
  3. Manovra di recupero:
    • Il soccorritore si ancora a un punto sicuro (es. ancoraggio strutturale o linea vita orizzontale in copertura).
    • Utilizzando il paranco, solleva il lavoratore infortunato di pochi centimetri. Questo passaggio è fondamentale per allentare la tensione sul carrello anticaduta, permettendo di sganciarlo in sicurezza dal binario.
    • Una volta che il lavoratore è sganciato dal sistema, si utilizza il discensore per calarlo in modo controllato e dolce fino a terra o fino a una piattaforma sicura, dove il soccorso sanitario può intervenire.

La scelta della procedura (recupero dall’alto o dal basso) dipende dalla situazione specifica, dall’altezza della scala e dall’attrezzatura disponibile. Le scale con binario, a differenza di quelle con gabbia, facilitano notevolmente queste operazioni, in quanto il percorso non presenta ostacoli che possono intralciare le manovre di calata.

SCALE, TRABATTELLI E CASTELLETTI DI RISALITA

SCALE TRABATTELLI CASTELLETTI DI RISALITA

Gli accessi in quota temporanei sono attrezzature di lavoro progettate per consentire ai lavoratori di raggiungere e operare in posizioni elevate per periodi limitati. La scelta dell’attrezzatura più idonea dipende da vari fattori, tra cui l’altezza da raggiungere, la durata del lavoro, lo spazio disponibile e le condizioni ambientali.

Scale portatili (o scale a mano)

Le scale portatili sono tra gli accessi temporanei più comuni e versatili, ma richiedono un uso attento e consapevole dei rischi.

Tipologie principali:

  • Scale in appoggio (a pioli): Vengono appoggiate a una superficie stabile (parete, traliccio) per l’accesso.
    • Scale a sfilo: Composte da due o più tronchi che scorrono l’uno sull’altro, permettendo di variare l’altezza. Richiedono dispositivi di blocco per mantenere la lunghezza desiderata e sporgere di almeno 1 metro oltre il piano di sbarco se usate per accesso.
  • Scale doppie (a libro o a cavalletto): Autostabili, con due tronchi incernierati che si aprono “a forbice”. Possono avere pioli su uno o entrambi i lati. Devono essere provviste di catena o altro dispositivo che impedisca l’apertura oltre il limite di sicurezza e non superare i 5 metri di altezza.
  • Scale a castello (o sgabelli): Piccole piattaforme con pochi gradini, spesso dotate di ruote per la movimentazione.

Aspetti normativi e di sicurezza (D.Lgs. 81/08 – Art. 113 e Allegato XX, UNI EN 131):

  • Idoneità: Devono essere costruite con materiale adatto, sufficientemente resistenti e con dimensioni appropriate all’uso.
  • Stabilità: Devono assicurare la propria stabilità. Le scale in appoggio devono essere posizionate in modo da evitare sbandamenti, slittamenti o rovesciamenti e, se non vincolate, devono essere trattenute al piede da altra persona.
  • Condizioni d’uso: È vietato utilizzare le scale in appoggio come passerelle, come montanti di ponti su cavalletti o per lavori che richiedono una spinta su muri o pareti tale da comprometterne la stabilità.
  • Superamento degli ultimi pioli: Di norma, non si deve salire oltre il terz’ultimo piolo/gradino se la scala non è provvista di montanti prolungati.
  • Ispezione pre-uso: Verifica dello stato di conservazione (pioli, montanti, sistemi di blocco).
  • Vietato l’uso domestico in ambito professionale: Le scale per uso domestico non sono adatte e vietate in cantiere o per uso professionale.

Trabattelli (Ponti su ruote a torre)

I trabattelli sono strutture mobili, leggere e smontabili, ideali per lavori temporanei a quote non eccessivamente elevate, che richiedono spostamenti frequenti.

Caratteristiche

  • Mobilità: Dotati di ruote bloccabili per facilitare gli spostamenti.
  • Componenti: Composti da elementi prefabbricati (telai, traverse, piani di calpestio, ringhiere) che si assemblano a incastro o con perni.
  • Stabilità: Richiedono l’uso di stabilizzatori o contrappesi per garantire la stabilità, soprattutto ad altezze maggiori o in presenza di vento.

Aspetti Normativi e di Sicurezza (D.Lgs. 81/08 – Art. 140, UNI EN 1004)

  • Progettazione e fabbricazione: Devono essere conformi alla normativa, in particolare alla UNI EN 1004 (che definisce i requisiti di sicurezza, ad esempio, per il montaggio senza DPI anticaduta).
  • Piano di montaggio, uso e smontaggio (PiMUS): Per i trabattelli, soprattutto quelli complessi o di notevole altezza, può essere richiesta la redazione del PiMUS, un documento che specifica le procedure di montaggio, smontaggio, trasformazione e uso in sicurezza.
  • Dimensionamento: Devono essere scelti in base alle dimensioni dell’impalcato e all’altezza massima prevista, considerando anche la presenza di vento.
  • Protezioni collettive: Obbligo di parapetti completi (corrente principale, intermedio, tavola fermapiede) sui piani di lavoro per prevenire cadute dall’alto.
  • Ancoraggio: Se necessario, devono essere ancorati alla struttura.
  • Formazione: I lavoratori addetti al montaggio, smontaggio e uso devono ricevere adeguata formazione.

Castelletti di risalita (o Castelli di servizio / tiro / carico)

I castelletti di risalita sono strutture provvisorie utilizzate principalmente in edilizia per il sollevamento e la movimentazione di materiali da costruzione o per l’accesso a quote significative, spesso in concomitanza con gru o paranchi. Sono una tipologia di ponteggio.

Caratteristiche

  • Funzione: Servono a creare piattaforme di lavoro temporanee per l’accesso in quota e/o come punti di appoggio per il sollevamento di carichi.
  • Struttura: Possono essere realizzati con elementi di ponteggio a telaio prefabbricato o a tubi e giunti, spesso ancorati alla struttura principale dell’edificio.
  • Accesso: L’accesso al castelletto può avvenire tramite scale interne allo stesso (spesso scale a pioli inclinate o scale alla marinara con gabbia) o, in alcuni casi, tramite piattaforme elevatrici.

Aspetti Normativi e di Sicurezza (D.Lgs. 81/08 – Art. 122 e segg., Allegato XVIII, UNI EN 12811-1)

  • Progetto: Se superano determinate dimensioni o complessità (es. altezza superiore a 20 metri o quando non rientrano negli schemi tipo autorizzati), i castelletti devono essere progettati da un ingegnere o architetto abilitato, come per i ponteggi. Il progetto deve specificare l’assetto di ancoraggio e controventatura.
  • Montaggio e Smontaggio (PiMUS): Anche per i castelletti, specialmente se di notevole dimensione o complessità, è quasi sempre obbligatoria la redazione e l’applicazione di un PiMUS.
  • Stabilità e Ancoraggio: Devono essere stabili e correttamente ancorati alla struttura ad ogni piano di ponteggio, con montanti controventati.
  • Protezioni Collettive: Tutte le piattaforme di lavoro devono essere dotate di parapetti completi.
  • Movimentazione Carichi: Se utilizzati per sollevare materiali, devono essere conformi alle normative relative agli apparecchi di sollevamento e ai piani di movimentazione dei carichi.

Considerazioni generali per tutti gli accessi temporanei in quota

  • Valutazione dei Rischi: Prima di qualsiasi lavoro in quota, è obbligatoria la valutazione dei rischi (DVR per l’azienda, POS per il cantiere), che individua le attrezzature più idonee e le procedure di sicurezza.
  • Priorità delle Protezioni Collettive: La normativa privilegia l’adozione di misure di protezione collettiva (es. parapetti, reti) rispetto a quelle individuali (es. imbracature anticaduta), se tecnicamente attuabile.
  • Formazione e Addestramento: I lavoratori che utilizzano queste attrezzature devono essere adeguatamente formati e addestrati sul loro corretto uso, montaggio/smontaggio e sulle procedure di emergenza.
  • Manutenzione e Verifiche: Tutte le attrezzature devono essere sottoposte a regolare manutenzione e verifiche periodiche per assicurarne la continua idoneità all’uso.
  • Condizioni Meteo: I lavori in quota devono essere interrotti se le condizioni meteorologiche (es. vento forte, pioggia intensa) possono compromettere la sicurezza.

In sintesi, l’uso di scale, trabattelli e castelletti di risalita richiede una rigorosa osservanza delle normative di sicurezza e una pianificazione attenta per garantire la massima protezione dei lavoratori coinvolti.

GANCI SCALA PER TETTI

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I lavori in quota rappresentano un rischio significativo, e la fase di accesso alla copertura è un momento cruciale. In questo contesto, i ganci scala si configurano come dispositivi essenziali per la messa in sicurezza delle scale a pioli portatili, garantendo la stabilità e la prevenzione di incidenti.

Definizione e funzione del gancio scala

Il gancio scala è un dispositivo di ancoraggio fisso o regolabile progettato per vincolare saldamente la parte superiore di una scala a pioli alla struttura di supporto (parete, solaio, o elemento del tetto). La sua funzione principale, in conformità con il D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza), è fornire i “ganci di trattenuta o appoggi antisdrucciolevoli” necessari per assicurare la stabilità della scala prima di accedervi.

Un gancio scala adeguato assolve a due compiti fondamentali:

  1. Impedire lo scivolamento laterale o verso il basso della scala.
  2. Impedire il ribaltamento o l’oscillazione della scala causati dal movimento dell’operatore.

Interazione con le scale e i punti di accesso (D.Lgs. 81/08)

Il gancio scala è la chiave di volta per rendere l’accesso in quota conforme e sicuro, poiché stabilisce il punto di vincolo obbligatorio della scala.

La criticità della stabilità della scala

Il D.Lgs. 81/08, allegato IV, stabilisce chiaramente che le scale a pioli portatili devono essere fissate stabilmente prima di accedervi. Il gancio scala risolve questa prescrizione:

  • Fissaggio e prevenzione: Il gancio agisce come un ferma scala permanente. L’operatore, ancorando la scala al gancio (spesso tramite catene o lucchetti in base al modello), annulla il rischio di caduta della scala stessa.
  • Gestione del rischio residuo: Sebbene il gancio metta in sicurezza la scala, l’operatore, nel momento in cui la abbandona per salire sul tetto, deve garantirsi un ancoraggio individuale (DPI).

Il gancio scala come ancoraggio (UNI EN 795 Tipo A)

I modelli più avanzati e performanti di ganci scala sono spesso certificati come Dispositivi di Ancoraggio di Tipo A (ancoraggi strutturali fissi) secondo la norma UNI EN 795.

Quando un gancio scala possiede questa certificazione:

  • Punto di ancoraggio DPI: Può essere utilizzato come punto di attacco per il Dispositivo di Protezione Individuale (DPI) dell’operatore (es. imbracatura e cordino), sia durante l’accesso/discesa che come punto di partenza per l’allacciamento alla linea vita.
  • Transizione sicura: È l’elemento fondamentale che garantisce la transizione in sicurezza dal mezzo di accesso (la scala) alla zona di lavoro (la copertura), dove l’operatore dovrà collegarsi ad altri sistemi di protezione collettiva o individuale (come parapetti o linee vita).

Criteri tecnici di installazione

La sicurezza del sistema è direttamente legata alla corretta installazione del gancio:

  • Supporto strutturale: Il gancio deve essere fissato a elementi strutturali del fabbricato in grado di sopportare i carichi previsti in caso di caduta. È obbligatorio fissarlo su travetti, solai o elementi portanti, mai solo su elementi di tamponamento o di finitura.
  • Compatibilità con la copertura: Esistono diverse tipologie (per tetti in legno, cemento armato, lamiera o pannelli sandwich) che richiedono sistemi di fissaggio dedicati (viti passanti, ancoranti chimici, rivetti specifici).
  • Regolazione e posizionamento: Per essere efficace, il gancio deve essere posizionato in modo da consentire un angolo di inclinazione della scala ottimale per l’accesso (generalmente tra e ) e permettere il superamento in sicurezza del bordo del tetto.

In sintesi, l’installazione di ganci scala certificati è un passaggio cruciale non solo per rispettare gli obblighi di legge, ma per stabilire una catena di sicurezza ininterrotta che inizia a terra e si conclude con l’accesso al piano di lavoro in quota.