Lavorare su coperture e tetti richiede l’utilizzo di scarpe da lavoro per tetti adeguate ed è una delle attività con il più alto livello di rischio nei settori dell’edilizia e della manutenzione industriale. L’inclinazione delle superfici, la presenza di materiali lisci o bagnati, l’esposizione costante agli agenti atmosferici e la necessità di mantenere l’equilibrio rendono la scelta delle calzature di sicurezza per coperture un fattore tecnico di primaria importanza.
Quando si parla di lavori in quota, noi di Paredes sappiamo bene che la protezione del piede non può limitarsi ai classici standard d’officina. Sebbene la protezione contro gli urti e le perforazioni rimanga fondamentale, in questo tipo di attività assumono ancora maggiore rilevanza altri aspetti come l’aderenza, la stabilità e la flessibilità della suola.
Il quadro normativo e le indicazioni INAIL
- D.Lgs 81/08 (Art. 77): Il datore di lavoro ha l’obbligo di scegliere i DPI solo dopo un’attenta valutazione dei rischi specifici dell’ambiente lavorativo.
- Linee Guida INAIL: All’interno dei manuali sulla sicurezza nei lavori sulle coperture, l’istituto ricorda che lo scivolamento e la perdita di equilibrio sulla superficie del tetto rappresentano l’innesco principale per le cadute dall’alto, prima causa di infortunio grave o mortale nel comparto edile.
Di seguito analizziamo le 6 principali caratteristiche tecniche che deve possedere una scarpa da lavoro destinata ai lavori su coperture, ordinate secondo i nostri standard di sviluppo.
1. Suola piatta: il contatto con la copertura è fondamentale
Uno degli aspetti più importanti, e spesso meno conosciuti, riguarda il design della suola. Nei lavori sui tetti non è consigliabile utilizzare calzature con un tacco pronunciato o con rilievi troppo distanziati e profondi nella zona del tallone. Una suola eccessivamente scolpita riduce la superficie di contatto effettiva con la copertura e può diminuire drasticamente la stabilità su determinati materiali artificiali o lamiere.
Al contrario, le suole piatte o a profilo ribassato garantiscono una superficie di appoggio maggiore, migliorando la distribuzione del peso corporeo e offrendo una sensazione di stabilità superiore durante gli spostamenti su superfici inclinate. Inoltre, questo tipo di design favorisce un movimento più naturale del piede nei cambi di appoggio e riduce il rischio di distorsioni sulla caviglia quando si cammina lungo le pendenze.
2. Massima aderenza su diverse superfici (Norma EN ISO 20345:2022)
Lo scivolamento continua a essere una delle principali cause di incidenti nei lavori in quota. Le calzature devono garantire prestazioni affidabili su materiali ad alta scivolosità comunemente presenti nei cantieri:
- Pannelli sandwich e lamiere metalliche (spesso inclinate e lucide)
- Tegole in ceramica o laterizio
- Coperture in fibrocemento e calcestruzzo
- Superfici bagnate da pioggia o rugiada mattutina
Fino a poco tempo fa, l’aderenza ottimale era identificata dalla vecchia sigla SRC. La nuova normativa di riferimento EN ISO 20345:2022 ha azzerato queste vecchie diciture. Oggi il test di resistenza allo scivolamento di base è diventato un requisito minimo obbligatorio integrato in tutte le calzature di sicurezza.
Per i lavori su tetto è invece fondamentale richiedere la marcatura supplementare SR (Slip Resistance). Questa certificazione prevede un test di scivolamento aggiuntivo e molto severo effettuato su una piastrella di ceramica cosparsa di glicerina. Una scarpa marcata SR garantisce che la suola sia realizzata con mescole di gomma o poliuretano di altissima qualità, accoppiata a un battistrada a micro-lamelle studiato per rompere il velo d’acqua o di umidità, mantenendo il grip sul materiale sottostante.
3. Flessibilità per adattarsi alla copertura
Su una copertura il piede è continuamente chiamato a compensare e ad adattarsi ai cambi di inclinazione. Una suola eccessivamente rigida ostacola questo movimento naturale, costringe la caviglia a posizioni innaturali, aumenta lo sforzo muscolare del polpaccio e riduce la sensazione di controllo.
Una calzatura flessibile consente di ottenere:
- Maggiore adattabilità ergonomica alla pendenza del tetto.
- Più stabilità complessiva durante la camminata, poiché una porzione maggiore di suola resta a contatto con la superficie.
- Minore affaticamento a fine giornata per tendini e articolazioni.
- Migliore sensibilità dell’appoggio, consentendo al lavoratore di percepire immediatamente se la superficie sotto il piede è stabile o cede (pensiamo alle lastre di fibrocemento deteriorate, su cui l’INAIL raccomanda sempre la massima allerta).
4. Leggerezza per ridurre lo sforzo fisico
I professionisti che lavorano sui tetti effettuano centinaia o addirittura migliaia di passi in pendenza durante una singola giornata lavorativa. Ogni grammo in più della calzatura comporta un maggiore dispendio energetico nel tempo, accelerando la stanchezza fisica. Secondo i dati sulla fatica nei cantieri, la stanchezza muscolare riduce la concentrazione e aumenta la probabilità di compiere passi falsi o errori di distrazione.
Quando il livello di protezione lo consente, è consigliabile scegliere modelli leggeri che riducano l’affaticamento senza compromettere la sicurezza. La tecnologia dei materiali Paredes ha fatto passi da gigante: l’utilizzo di puntali in fibra di vetro o composito (capaci di resistere all’impatto standard di 200 Joule) e di solette antiperforazione tessili (in fibra aramidica a “perforazione zero”) permette di ridurre notevolmente il peso complessivo della scarpa rispetto alle tradizionali soluzioni con puntale e lamina in acciaio.
5. Traspirabilità per mantenere il comfort
Le coperture sono ambienti esposti all’irraggiamento solare diretto per l’intera giornata. Durante i mesi estivi, i materiali termoconduttivi come le lamiere o le tegole accumulano calore, raggiungendo temperature superficiali che superano di molto quella dell’aria. Questo fenomeno surriscalda la scarpa dal basso, aumentando esponenzialmente la sudorazione del piede.
Un tessuto tomaia altamente traspirante (come i mesh tecnici 3D o le microfibre forate) favorisce la circolazione dell’aria e aiuta a eliminare l’umidità corporea. Oltre a offrire un ovvio comfort termico, mantenere il piede asciutto impedisce lo scivolamento del piede all’interno della calzatura stessa — un fattore critico che comprometterebbe la precisione dei movimenti e la stabilità nei passi laterali sulla pendenza del tetto.
6. Protezione senza rinunciare alla mobilità
Scegliere una calzatura leggera e flessibile non significa affatto rinunciare alla protezione. Una calzatura tecnica per lavori su coperture deve continuare a garantire gli standard previsti dalla legge: puntale resistente agli urti (200J), soletta antiperforazione per proteggere il piede da chiodi da carpenteria o lamiere taglienti, assorbimento dell’energia nella zona del tallone e suola resistente all’usura e all’abrasione.
Per i lavori su coperture all’aperto, la configurazione ottimale ricade nelle nuove categorie introdotte dalla norma EN ISO 20345:2022. In particolare, è ideale la specifica S3S: la lettera “S” finale indica che la scarpa monta una lamina antiperforazione non metallica (tessile) testata con un chiodo stretto da 3 mm (test Strong), che simula perfettamente la punta di un chiodo da cantiere e garantisce una protezione totale mantenendo la suola flessibile.
Manutenzione e sicurezza (Nota INAIL)
Come evidenziato nei manuali INAIL dedicati alle coperture, le calzature di sicurezza sono efficaci solo se l’operatore esegue una corretta manutenzione: fango, polvere o malta accumulati tra i solchi del battistrada annullano le proprietà antiscivolo della suola. È quindi fondamentale pulire regolarmente la suola prima di salire in quota.
Scarpe antinfortunistiche Paredes: guida alla scelta per i lavori in quota
In Paredes abbiamo tradotto tutte queste necessità tecniche in soluzioni concrete, progettando calzature che rispondono perfettamente ai requisiti di flessibilità, leggerezza e grip richiesti dai lavori in quota.
Ecco un quadro comparativo dei nostri tre modelli di punta consigliati per le attività su coperture e tetti:
| Modello | Classe di Sicurezza (EN ISO 20345:2022) | Caratteristica Chiave | Ideale Per |
| Fly | S1PS / S3S SR | Massima leggerezza e traspirabilità | Installatori e manutentori estivi |
| Cheste | S3S SR | Equilibrio tra robustezza ed elasticità | Edilizia e interventi strutturali |
| Jet | S3S SR | Comfort prolungato e flessibilità quotidiana | Artigiani e impiego cantiere quotidiano |
Fly: leggerezza e massimo comfort

Il modello Fly si distingue per il peso ridotto, l’elevata traspirabilità e la suola dal profilo piatto, che offre un eccellente appoggio su diversi tipi di copertura. La sua struttura flessibile favorisce il movimento naturale del piede, mentre i materiali leggeri contribuiscono a ridurre l’affaticamento durante le lunghe giornate di lavoro. È una soluzione particolarmente indicata per installatori, manutentori e professionisti che trascorrono gran parte della giornata camminando su coperture.
Cheste: equilibrio tra resistenza e comfort

Cheste combina una struttura robusta con un design sportivo e una suola che garantisce un ottimo comportamento contro lo scivolamento. La sua costruzione offre stabilità senza rinunciare alla flessibilità necessaria per lavorare su superfici inclinate, rendendola una scelta versatile per interventi di manutenzione ed edilizia.
Jet: protezione leggera per il lavoro quotidiano

Il modello Jet rappresenta una soluzione equilibrata per chi cerca una protezione certificata abbinata a una calzatura comoda e leggera. Il suo design favorisce la libertà di movimento del lavoratore e la sua costruzione consente di affrontare lunghe giornate di lavoro mantenendo un elevato livello di comfort e stabilità.
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Pedro Fuentes, Export Manager di Paredes
