Sicurezza in quota: i lavori in quota rappresentano ancora oggi una delle attività a più alto indice di gravità per infortuni sul lavoro. Nel comparto manifatturiero e logistico, la messa in sicurezza delle coperture non è più solo un obbligo di legge, ma una priorità operativa: i tetti dei capannoni si sono trasformati in vere e proprie aree tecnologiche di transito per la gestione di impianti fotovoltaici, sistemi di condizionamento ed evacuatori di fumo e calore (EFC).
Spesso, però, le strutture esistenti nascondono insidie sottovalutate, come la presenza di lucernari fragili e non calpestabili. In questo caso studio, Marco Morbidoni – Icon snc, e Francesco Badini – FB engineering analizzano un intervento complesso di messa in sicurezza su un polo industriale a Foligno, evidenziando approccio progettuale, criticità e soluzioni adottate.
IL CLIENTE E LA SITUAZIONE INIZIALE
Il progetto ha interessato un importante polo logistico e produttivo nell’Area Industriale di Foligno. La struttura presentava la classica conformazione dei grandi immobili industriali prefabbricati: ampie campate, una copertura caratterizzata da un’estesa serie di lucernari zenitali in policarbonato e un’altezza interna dal pavimento all’estradosso superiore agli 8 metri.
La necessità di accedere frequentemente al tetto per la manutenzione ordinaria esponeva i lavoratori a un rischio critico di caduta dall’alto, aggravato dall’invecchiamento dei materiali plastici dei lucernari dovuto ai raggi UV e alle escursioni termiche.
LA SFIDA: Continuità produttiva e zero interferenze
Ogni intervento di adeguamento su un tetto industriale esistente deve fare i conti con vincoli operativi stringenti. In questo cantiere, le sfide principali sono state tre:
- Zero downtime: La committenza aveva la necessità tassativa di mantenere il complesso industriale pienamente operativo, senza interrompere le linee produttive e logistiche sottostanti.
- Sicurezza indoor: Era fondamentale proteggere il personale interno alla fabbrica dal rischio di caduta di oggetti o detriti dall’alto durante le lavorazioni sul tetto.
- Logistica complessa: L’ingegnerizzazione del cantiere ha dovuto coordinare la movimentazione in quota di materiali pesanti e ingombranti (circa 500 metri lineari di reti e svariate tonnellate di profili metallici) minimizzando l’uso di aree a terra e garantendo la totale impermeabilizzazione della copertura in ogni fase di smontaggio e montaggio.
LA STRATEGIA: L’approccio sartoriale di FB Engineering
La progettazione dell’intero impianto di sicurezza e la direzione tecnica sono state curate dall’Ing. Francesco Badini, co-titolare dello studio FB Engineering.
Rifiutando l’applicazione standardizzata di soluzioni commerciali “a catalogo”, lo studio ha sviluppato un progetto su misura basato sull’analisi analitica dei carichi e sulla configurazione geometrica del tetto.
In piena conformità con il D.Lgs. 81/08 (Artt. 111 e 115), FB Engineering ha impostato la strategia ponendo come priorità assoluta le Misure di Protezione Collettiva (SPC). L’obiettivo? Consentire il transito sul tetto in modalità “free-hands” (a mani libere), limitando l’uso di linee di vita e DPI individuali (imbracature e cordini) solo a situazioni residue o straordinarie. Questo approccio riduce drasticamente l’errore umano, elimina i tempi morti di aggancio e azzera il rischio di effetto pendolo.
“La sicurezza sulle coperture non è un costo, ma un processo di ottimizzazione del patrimonio immobiliare. secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) significa garantire che le forze trasmesse dai sistemi anticaduta alla struttura del capannone in caso di impatto siano perfettamente assorbite, senza provocare danni strutturali o infiltrazioni nel tempo.” — Ing. Francesco Badini (FB Engineering)
LE SOLUZIONI tecnologiche installate


Per tradurre in opera le specifiche del progetto, sono state selezionate tecnologie top di gamma nel mercato della sicurezza industriale, divise in tre macro-aree:
1. Protezione dei Lucernari (Reti Alu Vis di Pasini srl)
Per eliminare alla radice il rischio di sfondamento dei lucernari, sono state installate le reti Alu Vis prodotte da Pasini srl (San Polo d’Enza), coprendo uno sviluppo complessivo di circa 500 metri lineari. Realizzate in lega di alluminio strutturale, queste reti coniugano un’altissima resistenza meccanica all’impatto dinamico con una notevole leggerezza, evitando di sovraccaricare le orditure secondarie del tetto. La maglia metallica è stata calibrata per non ridurre il passaggio della luce naturale all’interno degli ambienti di lavoro.
2. Confinamento Perimetrale
Il rischio di caduta dal perimetro esterno (linee di gronda e timpani) è stato risolto con l’installazione di parapetti permanenti. Questi dispositivi sono stati dimensionati in conformità alle NTC certificati per resistere alle spinte orizzontali lineari previste in base alla zona ventosa di Foligno e all’altezza dell’edificio. I sistemi di fissaggio e le piastre di ripartizione sono stati ancorati direttamente sui moduli prefabbricati in calcestruzzo, includendo guarnizioni speciali per preservare la coibentazione e l’impermeabilizzazione del tetto.
3. Accesso in Quota (Scale a Binario Fallprotec)
L’accesso dall’esterno è stato ingegnerizzato superando il concetto delle vecchie scale verticali con “gabbia alla schiena” (che non arrestano efficacemente una caduta verticale). È stata installata una scala fissa a pioli conforme alla norma UNI EN ISO 14122-4 integrata con il sistema a binario Fallprotec. L’operatore sale connesso a un carrello anticaduta guidato: in caso di scivolamento, il carrello si blocca istantaneamente sul binario entro pochissimi centimetri, garantendo un arresto immediato e sicuro.
L’ESECUZIONE in cantiere: il ruolo di Icon snc
La traduzione pratica del progetto in un’opera perfetta è stata affidata a Icon snc di Osimo (Ancona), impresa specializzata nei lavori speciali in quota.
La gestione operativa delle maestranze sul campo è stata guidata da Marco Morbidoni, co-titolare di Icon snc. Morbidoni ha supervisionato ogni fase critica: dalla tracciatura degli ancoraggi strutturali alla posa millimetrica dei 500 metri di reti Pasini Alu Vis, fino al montaggio dei moduli di parapetto. L’esperienza degli installatori ha permesso di ottimizzare i tempi di posa lavorando in totale sicurezza e assicurando la perfetta sigillatura dei manti di copertura, scongiurando infiltrazioni o ponti termici futuri.
I RISULTATI ottenuti
Grazie alla sinergia tra progettista, installatore e produttori, l’intervento ha permesso di raggiungere risultati straordinari:
- Zero interruzioni: La produzione e la logistica interna del capannone non hanno subito nemmeno un’ora di fermo attività durante i lavori.
- Sicurezza Totale e Permanente: La scelta delle protezioni collettive (reti e parapetti) garantisce l’accesso al tetto a qualsiasi operatore (anche non specializzato nell’uso di DPI di terzo livello) a tempo indeterminato e senza necessità di manutenzioni cicliche onerose.
- Conformità Legale Tutelata: L’intero intervento è stato formalmente integrato all’interno del Fascicolo dell’Opera (D.Lgs. 81/08), blindando la proprietà e il datore di lavoro da qualsiasi responsabilità civile e penale per i prossimi decenni.
Il completamento delle opere nel polo industriale di Foligno dimostra che la sicurezza in quota non è un semplice onere burocratico, ma un investimento strategico a lungo termine che aumenta il valore intrinseco dell’immobile e ottimizza i costi delle manutenzioni future.
Come evidenziato da Marco Morbidoni – Icon snc e Francesco Badini – FB Engineering integrare progettazione, installazione e gestione operativa consente di aumentare il valore dell’immobile e garantire sicurezza reale nel tempo.

