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Protezione lucernari industriali: due soluzioni a confronto

Protezione lucernari industriali due tecnologie a confronto

La protezione lucernari industriali è un aspetto fondamentale della sicurezza sulle coperture, dove superfici apparentemente integre possono nascondere un elevato rischio di sfondamento.

Visto dal basso, all’interno di uno stabilimento produttivo, un lucernario in policarbonato o in vetroresina è solo una lastra di luce naturale che illumina i reparti e riduce i consumi elettrici. Visto dall’alto, da chi cammina sul tetto per una manutenzione agli impianti o alla lattoneria, può trasformarsi in un’insidia letale.

Con il passare degli anni, l’azione spietata dei raggi ultravioletti, i cicli di gelo e disgelo e l’esposizione agli agenti atmosferici cristallizzano la matrice polimerica di queste superfici. Quella che sembra una lastra solida diventa una vera e propria “trappola sfondabile”: basta un passo falso, una perdita di equilibrio o l’appoggio di un piede per provocare una caduta nel vuoto con esiti drammatici.

Prima di entrare nel merito delle vostre invenzioni, facciamo chiarezza sul quadro normativo. Per quale motivo l’Articolo 115 del D.Lgs. 81/2008 ha cambiato radicalmente le regole del gioco sulle coperture?

Redazione Tecnica: “I numeri degli infortuni nei lavori in quota ci dicono che lo sfondamento dei punti luce è tra le prime cause di morte in cantiere. L’Articolo 115 del D.Lgs. 81/2008 impone una gerarchia ferrea: i Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC) hanno sempre la priorità assoluta rispetto ai Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

Un’imbracatura o una linea vita richiedono che l’operatore sia addestrato, che si agganci correttamente e che non commetta errori umani. Una barriera fisica o una griglia antisfondamento permanente, invece, è lì 365 giorni all’anno: protegge chiunque, indipendente dal fattore stanchezza o dalla distrazione. Gli Organi di Vigilanza (ATS/ASL), i Coordinatori per la Sicurezza (CSP/CSE) e i Datori di Lavoro oggi pretendono protezioni che azzerino il rischio alla radice.”

               PRIORITÀ DELLA PROTEZIONE (Art. 115 D.Lgs. 81/08)

PrioritàTipologiaCaratteristiche
1Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC)Priorità assoluta. Reti o barriere fisse, con protezione indipendente dall’errore umano.
2Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)Misura subordinata. Imbracature, cordini e linee vita, soggetti ad addestramento e possibile errore umano.

Nel vostro settore si sente spesso parlare del test dei “1.200 Joule”. Che cosa rappresenta esattamente questo valore per un ingegnere o un responsabile HSE?

Redazione Tecnica: “Il valore di 1.200 Joule — prescritto dalla norma UNI EN 14963 — è la soglia spartiacque tra un elemento decorativo e una vera barriera antisfondamento certificata.

In laboratorio, questa prova simula l’impatto dinamico di un corpo molle: un sacco di 50 kg sganciato in caduta libera da un’altezza di circa 2,4 metri. Parliamo del doppio della resistenza rispetto allo standard convenzionale di 600 Joule solitamente richiesto per i normali cupolini. Se un sistema supera i 1.200 Joule senza rotture o cedimenti dei fissaggi, significa che garantisce un margine di sicurezza strutturale straordinario.”

Veniamo alla pratica di cantiere. Quando ci si trova sul tetto di un immobile industriale, ci si imbatte fondamentalmente in due scenari. Esaminiamo il primo.

protezione lucernari industriali

SCENARIO A – Manutenzione Conservativa: Le lastre traslucide sono ancora in buono stato, non filtrano acqua e garantiscono luce. Cambiarle sarebbe un costo inutile e costringerebbe a fermare la produzione sottostante.

Davide Pasini, la vostra azienda ha sviluppato e brevettato il sistema SAFETY NET ALU-VIS pensando proprio a chi si trova nello Scenario A. In cosa consiste questa tecnologia?

Davide Pasini: “Siamo partiti da un’esigenza chiarissima espressa dai Datori di Lavoro e dai direttori di stabilimento: ‘Voglio mettere in sicurezza il tetto oggi stesso, ma non posso permettermi di smontare il policarbonato, né di far cadere polvere e detriti sulle linee di produzione in funzione’.

La nostra risposta è il Safety Net Alu-Vis, una rete metallica ad altissima resistenza ideata per essere installata interamente dall’esterno, in sovrapposizione al lucernario esistente, senza toccare la lastra sottostante. Dal punto di vista della scienza dei materiali, non è una comune rete:

  • Core in Acciaio ad Alta Resistenza: Il filo interno è in acciaio a basso tenore di carbonio (Grado C9D secondo UNI EN ISO 16120-2) con una tensione di rottura c137f458 18bf 4ddc b4af e33813814aef.
  • Doppia Protezione Anticorrosione: Prima applichiamo una galvanizzazione a caldo in bagno di lega Zinco-Alluminio (Zn/Al 90%-10%), poi estrudiamo un rivestimento in PVC sinterizzato ad alta aderenza che porta il diametro totale del filo da 2,0 mm a 2,4 mm. Il colore giallo alta visibilità trasforma la rete anche in un segnale visivo di pericolo per chi cammina in quota.
  • Struttura e Bordatura Rinforzata: I nodi saldati hanno una resistenza al taglio che supera il 75% del carico di rottura del filo (UNI EN 10223-4) e le cimose laterali (Magliesi Tipo A) contengono 4 fili di bordatura affiancati per distribuire i carichi in modo omogeneo sugli ancoraggi.”

               STRATIFICAZIONE FILO SAFETY NET ALU-VIS

StratoCaratteristiche
Nucleo Acciaio C9Dσ ≥ 450 N/mm²
Bagno Zn/Al 90/10Galvanizzazione ad altissima resistenza
Guaina PVC GialloDiametro 2,4 mm – Alta visibilità / C5

Quali sono stati i riscontri dei test di laboratorio su Safety Net Alu-Vis?

Davide Pasini: “I risultati delle certificazioni parlano chiaro:

  1. Test Dinamico 1.200 Joule (Certottica TR25-1967-1): Prova superata con il totale trattenimento del sacco da 50 kg caduto da 2,4 metri, senza alcuna deformazione plastica critica o rottura dei punti di ancoraggio.
  2. Carico Statico Distribuito (DGR Veneto n. 2774/2009): Il sistema sostiene un carico statico uniformemente distribuito di 646ab638 edee 43a4 9a2e a5aec4b3c665 (30b1ed37 6707 40d9 8ca7 15e3d47c823f).
  3. Resistenza Salina (UNI EN ISO 9227): Oltre 1.000 ore di test in nebbia salina, assicurando una durabilità stimata di 10 anni anche in ambienti industriali aggressivi (classi da C1 a C5).

L’installazione avviene tramite il nostro sistema brevettato P.RIV: piastrine sagomate in acciaio inox e rivetti strutturali fissati direttamente sulle greche della lamiera o dei pannelli sandwich. Risultato? Cantiere rapido, zero interferenze all’interno della fabbrica e continuità operativa garantita al 100%.”

Passiamo ora al secondo scenario di cantiere.

Protezione lucernari industriali

SCENARIO B – Riqualificazione Globale ed Efficientamento Energetico: Il lucernario è ormai ingiallito, opaco o presenta micro-fessurazioni che causano infiltrazioni. Qui la priorità è sostituire l’elemento trasparente per recuperare luce e isolamento termico, risolvendo contemporaneamente il problema della sicurezza.

Andrea Moretti, in questo contesto entra in gioco la tecnologia TECNOPIÙ di PolyPiù S.r.l. Qual è l’intuizione ingegneristica alla base del vostro brevetto?

Andrea Moretti: “Nello Scenario B, dover prima rimuovere la vecchia lastra, posare la nuova e infine montare una rete di protezione sotto o sopra significa raddoppiare le fasi di lavoro, i tempi in quota e l’esposizione al rischio degli operatori.

La nostra intuizione con TecnoPiù è stata quella di creare un sistema monoblocco industriale ‘due in uno’. Assembliamo direttamente in fabbrica una lastra grecata in policarbonato alveolare (a 5 greche, passo 1.000 mm, spessore 8 o 10 mm) integrando al suo interno una rete metallica in acciaio zincato (d992ce45 8a65 42e6 a393 4e44955ee77d, maglia 2deef3f8 ff2b 45e8 aa27 ea63357d665f) resa un unico corpo con la lastra mediante apposite staffe rigide.

L’installatore posa l’elemento illuminante e, con lo stesso identico gesto, installa la protezione anticaduta permanente. Si azzerano le lavorazioni intermedie e si dimezzano letteralmente i tempi di posa sul tetto.”

Sistema monoblocco TecnoPiù

ComponenteCaratteristiche
Lastra in policarbonato alveolare5 greche – passo 1.000 mm – spessore 8/10 mm
Staffe rigide integrateElementi di collegamento integrati nel sistema
Rete in acciaio zincatoØ 2,8 mm – maglia 50 × 80 mmSistema monoblocco TecnoPiù

Quali sono le prestazioni termiche, ottiche e di resistenza meccanica offerte da TecnoPiù?

Andrea Moretti: “Dal punto di vista della sicurezza anticaduta, TecnoPiù è testato presso i laboratori CSI / IMQ Group in conformità alla norma EN 14963:2006, superando brillantemente la prova dei 1.200 Joule.

Ma essendo un intervento di riqualificazione energetica, offre anche prestazioni fisiche di primo livello:

  • Trasmittanza Termica (e6f0ebf6 a3fe 4371 a514 610508c563d5): Raggiunge valori pari a f42c69e9 9005 4c41 84d5 29ef681c55a6 per lo spessore 10 mm e dfffee97 9de8 4493 b22d f1ed98c8f48e per lo spessore 8 mm, ideali per abbattere i ponti termici.
  • Passaggio Luce (92170a8f b52f 4879 95f2 08ca8279577a): Fino al 58% nella versione Neutro Satinato e 40% nella versione Opalino.
  • Comportamento al Fuoco: Certificazione in Classe 5e4b88e9 e398 4b84 91e0 5e206c402144 secondo la norma europea EN 13501-1.

Per la posa, prescriviamo sormonti precisi in base alla pendenza della copertura (es. 300 mm per pendenze fino al 20%) con appoggio su profili ad Omega (ebf5d18a 9f5c 40cd b40a 9abac30ce72e, spessore 1,5 mm) ad un interasse massimo di 2.500 mm. In questo modo il Progettista può aggiornare il DVR ed il POS aziendale con un prodotto prefabbricato e garantito alla fonte.”

MATRICE COMPARATIVA PER PROGETTISTI ED HSE MANAGER

Per aiutare i tecnici abilitati, i Coordinatori per la Sicurezza ed i Datori di Lavoro nella scelta della soluzione ideale, abbiamo sintetizzato i dati emersi nell’intervista in questa matrice di confronto:

Parametro / RequisitoSafety Net Alu-Vis (Pasini S.r.l.)TecnoPiù (PolyPiù S.r.l.)
Ambito di ElezioneMessa in sicurezza di lucernari esistenti e strutturalmente sani.Sostituzione di lucernari usurati, opacizzati o nuove costruzioni.
Concept TecnologicoRete metallica esterna ad alta resistenza fissata su profili e greche.Sistema monoblocco pre-assemblato in fabbrica (Policarbonato + Rete).
Rimozione Lastra EsistenteNon necessaria (installazione esterna in sovrapposizione).Inclusa nella sostituzione della copertura.
Resistenza Dinamica1.200 Joule (Certificato Certottica TR25-1967-1)1.200 Joule (Certificato CSI / IMQ Group)
Carico Statico Distribuito0b72a36a 806b 4f80 a1fd ee81a6683f99 (90f97e12 300c 4c38 97c3 94cb094af3d9) conf. DGR Veneto n. 2774/2009Garantito dalla struttura rigida del profilo e dalle appoggiature ad Omega.
Resistenza / Reazione Fuoco1.000h Nebbia Salina (UNI EN ISO 9227) – Durabilità 10 anniReazione al Fuoco Classe b2122857 c892 470b 8a95 7eb9549fabee (EN 13501-1)
Classificazione DPCDPC Permanente (D.Lgs. 81/08 Art. 115)DPC Permanente (D.Lgs. 81/08 Art. 115)
Continuità Operativa InternaTotale (zero polveri, detriti o fermi macchina).Ottimizzata (fasi operative ridotte al solo momento dello smontaggio).

LINEE GUIDA ALLA SCELTA OPERATIVA

Come dimostrato dai due esperti, Safety Net Alu-Vis e TecnoPiù non sono prodotti in concorrenza, ma due strumenti complementari a disposizione dell’ingegneria della prevenzione:

                    Guida decisionale per il progettista

Il lucernario esistente è strutturalmente sano e la tenuta all’acqua è adeguata?

CondizioneSoluzioneVantaggi principali
Safety Net Alu-Vis – Pasini S.r.l.Messa in sicurezza esterna ultra-rapida; zero interruzioni della produzione interna
NOTecnoPiù – PolyPiù S.r.l.Riqualificazione energetica completa; posa monoblocco (lastra + rete) in un solo passaggio
  1. Scegliete SAFETY NET ALU-VIS quando: Le lastre traslucide sono integre, il budget richiede un intervento rapido e mirato ed è tassativo non interrompere l’attività all’interno dello stabilimento.
  2. Scegliete TECNOPIÙ quando: La copertura è degradata, opacizzata o causa di infiltrazioni, e l’intervento fa parte di un piano di efficientamento energetico che punta a dimezzare i tempi di cantiere in quota.

Davide Pasini, Pasini Srl

Davide Pasini copia

Andrea Moeretti, PolyPiù Srl

Andrea Moretti

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