La riqualificazione del patrimonio architettonico industriale è una delle sfide più ambiziose del PNRR. Tuttavia, ridare vita a stabili dismessi comporta rischi strutturali non trascurabili, specialmente quando si parla di lavori in copertura e di sicurezza in quota.
Oggi analizziamo l’intervento tecnico realizzato dal team Wesafe presso il magazzino della Marina Militare a Taranto, un esempio d’eccellenza nell’applicazione di sistemi di protezione collettiva.
La Sfida: Coperture Fragili e Continuità Operativa
Durante l’analisi preliminare della direzione lavori, è emersa una criticità comune negli edifici datati: il rischio sfondamento. L’indebolimento delle lastre di copertura rendeva pericoloso il transito di persone e materiali.
La necessità era duplice:
- Garantire la massima protezione ai lavoratori in quota.
- Non interferire con le attività al piano terra, evitando ingombri che potessero bloccare la movimentazione di mezzi e materiali.
La Soluzione: Reti Anticaduta UNI EN 1263-1 e 1263-2

Per mettere in sicurezza un’area di circa 900 mq, Wesafe ha optato per l’installazione di reti anticaduta temporanee. Questa scelta non è stata solo pratica, ma rigorosamente normativa.
Il riferimento normativo:
Le reti utilizzate rispondono alla norma UNI EN 1263-1 (requisiti di sicurezza e metodi di prova) e sono state installate seguendo la UNI EN 1263-2 (requisiti di posizionamento). Secondo il D.Lgs 81/08, queste rappresentano un sistema di protezione collettiva (DPC), prioritario rispetto ai sistemi di protezione individuale.
Le reti sono state ancorate direttamente alla parte reticolare delle travature portanti, garantendo una tenuta strutturale impeccabile e fungendo anche da “scudo” contro la caduta di calcinacci verso il basso.
L’Intervento Tecnico: I 3 Pilastri della Sicurezza
Abbiamo approfondito i passaggi chiave con Marco Morbini, responsabile di commessa per Wesafe.
1. Test di Estrazione: La Certezza del Nodo
Non basta agganciare una rete; bisogna sapere a cosa la si aggancia. Il team Wesafe, dopo un’analisi degli elaborati tecnici, ha effettuato prove di estrazione degli ancoraggi (pull-out test).
Obiettivo:
Verificare che il supporto (la trave) sia in grado di reggere le sollecitazioni previste in caso di caduta, garantendo una ripartizione dei carichi costante a intervalli regolari.
2. Dimensionamento e Geometria (UNI EN 1263-1)
La normativa definisce misure minime per le pezzature delle reti (almeno 35 mq e lato corto non inferiore a 5 metri per il Sistema S).
La strategia:
Insieme al progettista, Wesafe ha identificato le pezzature ottimali per coprire i 900 mq, giuntando i vari moduli con idonei elementi di cucitura. Questo evita concentrazioni di carico pericolose e permette agli operatori di muoversi agevolmente anche con l’ausilio di ceste elevatrici.
3. Cultura del Lavoro in Quota

Il rischio caduta resta la principale causa di infortuni gravi nei cantieri temporanei.
Il fattore umano:
Lavorare in quota richiede formazione specifica e una conoscenza profonda dell’ambiente. L’intervento a Taranto dimostra come la tecnologia (le reti) e la competenza (il personale qualificato) debbano procedere di pari passo per trasformare un cantiere ad alto rischio in un ambiente di lavoro sereno.
Conclusione
L’intervento presso la Marina Militare conferma che la sicurezza non è un ostacolo alla produttività, ma il suo motore principale. Grazie alle soluzioni certificate UNI EN 1263, Wesafe ha garantito una protezione uniforme su tutta la superficie, permettendo al PNRR di avanzare senza incidenti.
Hai un cantiere con coperture fragili o aree industriali da mettere in sicurezza?
Contatta il team tecnico Wesafe per una consulenza e un sopralluogo analitico.