Nel mondo del sollevamento e dei lavori in quota, lo “sbarco in elevazione” da una piattaforma aerea (o sbarco in quota da PLE) è un tema tanto dibattuto quanto pericoloso. Per fare chiarezza tra obblighi di legge e realtà di cantiere, abbiamo incontrato Corrado Mosca, titolare di Soluzioni Verticali di Biella, azienda specializzata nei sistemi anticaduta.
Corrado, partiamo dalle basi: perché lo sbarco in quota da una PLE è considerato una manovra così critica?

Corrado Mosca: “Il problema è strutturale. Una Piattaforma di Lavoro Elevabile (PLE), per definizione della norma tecnica UNI EN 280, è progettata per trasportare persone in una posizione di lavoro dove rimangano all’interno della cesta. Non nasce come un ascensore. Quando un operatore scavalca il parapetto per accedere a un solaio o a un tetto, introduce rischi non previsti dal costruttore: l’effetto ‘fionda’ dovuto allo sbilanciamento dei pesi e, ovviamente, il rischio di caduta nel vuoto durante il transito.”
Cosa dice esattamente la legge italiana? È una pratica vietata o consentita?
Corrado Mosca: “Il quadro normativo è chiaro ma rigoroso. Il D.Lgs. 81/08 (Testo Unico Sicurezza), agli articoli 71 e 111, impone l’uso di attrezzature conformi e idonee al lavoro specifico. In linea generale, lo sbarco non è consentito a meno che non si verifichino due condizioni eccezionali:
- L’autorizzazione del fabbricante: Deve essere scritto nero su bianco nel manuale d’uso che quella specifica macchina è progettata per lo sbarco.
- Analisi dei rischi: Il Datore di Lavoro deve dimostrare, tramite il DVR, che lo sbarco da PLE è la soluzione più sicura rispetto ad altre alternative (come ponteggi o scale fisse), che spesso sono impraticabili per ragioni logistiche.”
Molti datori di lavoro pensano basti “modificare” la cesta. Cosa rischia chi adatta la macchina “fai-da-te”?


Corrado Mosca: “Rischia il penale. Modificare una cesta tagliando i mancorrenti o creando varchi artigianali invalida la Marcatura CE e viola la Direttiva Macchine 2006/42/CE. In Soluzioni Verticali lo ribadiamo sempre: l’unica via legale è una modifica certificata da un Organismo Notificato o l’acquisto di macchine già dotate di cancelli a chiusura gravitazionale, microinterruttori di sicurezza e sistemi di livellamento idraulico avanzato per compensare il salto di carico.”
Quali sono gli adempimenti burocratici e operativi necessari per essere in regola?
Corrado Mosca: “Non basta avere la macchina giusta. Il Datore di Lavoro ha obblighi precisi:
- DVR Specifico: Bisogna documentare la procedura di sbarco, i punti di ancoraggio e la distanza massima dal piano di sbarco (che deve essere minima, solitamente sotto i 40 cm).
- Abilitazione e Addestramento: Gli operatori devono avere il ‘patentino PLE’ (Accordo Stato-Regioni 22/02/2012) e un addestramento specifico sui DPI di III categoria, come imbracature e cordini a doppia regolazione.
- Piano di Emergenza: Fondamentale. Se un operatore cade e resta appeso, bisogna sapere come recuperarlo in pochi minuti per evitare la sindrome da sospensione. A terra deve esserci sempre personale formato alle manovre di emergenza.”
La giurisprudenza in Italia sembra non fare sconti in caso di incidenti.
Corrado Mosca: “Esatto. La Cassazione Penale è costante: se avviene un infortunio durante uno sbarco non autorizzato o su una macchina non idonea, la responsabilità ricade direttamente sul Datore di Lavoro, sul Dirigente e sul Preposto per ‘omessa vigilanza’. La necessità di finire presto un lavoro o la comodità del cantiere non sono mai scuse accettabili davanti a un giudice.”
Un consiglio finale per le imprese che operano a Biella e non solo?
Corrado Mosca: “La sicurezza non è un costo, ma un investimento sulla continuità aziendale. Prima di far sbarcare un uomo da una cesta, chiedetevi: ‘Il manuale lo permette? Ho formato l’uomo? Il punto di arrivo è sicuro?’. Se la risposta a una di queste domande è no, fermatevi. La vita dei lavoratori e la serenità legale dell’azienda valgono molto più di una manovra azzardata.”
Corrado Mosca
Titolare di Soluzioni Verticali Snc

Note Tecniche e Riferimenti Normativi
- UNI EN 280:2022: Norma tecnica per la progettazione e costruzione delle PLE.
- D.Lgs. 81/2008: Artt. 71 (obblighi del DdL), 111 (lavori in quota) e 114 (prescrizioni per l’uso di attrezzature).
- Circolare Ministero del Lavoro n. 18/2013: Chiarimenti tecnici sullo sbarco in quota da piattaforme aeree.
- Direttiva Macchine 2006/42/CE: Disciplina la marcatura e la sicurezza dei prodotti immessi sul mercato.